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BioPic “OrtoGourmet” nel prestigioso ristorante di Tokyo “Antica Osteria del Ponte”

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Entrare nel Marunouchi Building, è di per se una delle esperienze più interessanti che potrete fare a Tokyo. Un concentrato di eleganza, tecnologia e ristoranti di altissimo livello. Il tutto proprio di fronte alla stazione di Tokyo, dove transitano ogni giorno milioni di giapponesi. Ecco la prestigiosa location che ha ospitato a Tokyo l’ “Orto Gourmet” by Biopic,

il primo orto a LED agronomici che permette di avere le essenze ed erbe profumate per la cucina ed i cocktail sempre fresche e profumatissime. Grazie allo Chef Stefano dal Moro, incredibile miniera di conoscenza sulla ristorazione italiana ed internazionale, abbiamo istallato il primo Orto Gourmet del Giappone, interamente made in Italy.

L’Antica Osteria del Ponte serve una raffinata cucina italiana in un ambiente elegante e sofisticato. Utilizzando solo i migliori ingredienti importati direttamente dall’Italia, il ristorante offre una cucina che rispetta le nozioni della tradizione e promette originalità. Situata al 36° piano del Marunouchi Building, l’Antica Osteria del Ponte vanta viste stellari sulla baia di Tokyo durante il giorno e

panorami mozzafiato sul Kasai di notte. Ammirate lo splendido scenario accompagnando il vostro pranzo con una delle 600 varietà di vino italiano disponibili nella fornitissima cantina del ristorante.

Gustate i piatti ed i cocktail preparati dalla efficientissima brigata dell’Antica Osteria del Ponte e aroomatizzate con alcune foglie di Basilico o Menta appena raccolte di fronte a Voi. Una esperienza unica in un luogo unico e meraviglioso.

Antica Osteria del Ponte
2-4-1 Marunouchi, Chiyoda-ku, Tokyo Marunouchi Building 36F
Lunch 11: 30-14: 00 (LO) Lun-Friday 11: 30-14: 30 (LO) Sabato, domenica e festivi
17:30 ~ 21: 00 (LO) Lun ~ Sab 17:30 ~ 20: 30 (LO) Domenica e festivi

Come si doffonde il COVID19 nell’aria all’interno di un supermarket?

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Cosa succede all’interno di un supermarket? Come si diffonde in caso di tosse la nube di areosol contenente le goccioline con il virus Covid19? In un’animazione 3D realizzata dall’Aalto University, ateneo finlandese nato nel 2010 dalla fusione dell’Helsinki University of Technology, dell’Helsinki School of Economics e dell’University of Art and Design di Helsinki, viene mostrato come la saliva nebulizzata di una persona può propagarsi per diversi metri, in un ambiente chiuso, e resistere nell’aria per almeno 6 minuti. Nello specifico, l’esempio che viene fatto è quello di due persone in un supermercato: le secrezioni di un soggetto sono in grado, teoricamente, di arrivare fino a due corsie di distanza. (credits

Credits: YouTube/ A 3D model of a person coughing in an indoor environment – how an aerosol cloud travels in the air Aalto University

Valutando quanto illustrato dall’animazione 3D, sappiamo però che la diffusione delle micro goccioline è soggetta anche all’umidità degli ambienti, alla densità delle secrezioni e alla velocità di espulsione delle goccioline. La situazione peggioresi potrebbe evitare o ridurre, se la persona che tossisce o starnutisce indossasse una mascherina o, in alternativa, lo facesse nel gomito, come suggerito fin dall’inizio dell’epidemia di nuovo coroanvirus.  Ecco perchè sarebbe meglio indossare mascherine, ove possibile.

Appello delle Società Scientifiche sul CoronaVirus COvid 2019: Decidere solo in base alla scienza

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I professionisti che decidono di lavorare nell’emergenza sanno bene che lavoreranno in un regime di indeterminatezza, che il loro “pane quotidiano” sarà la responsabilità di prendere decisioni rapide in un clima di variabile incertezza. Solo fino a pochi giorni fa questa considerazione era semplicemente logica, ma oggi i nostri professionisti si trovano di fronte ad una situazione totalmente nuova che, soprattutto per le dimensioni numeriche, non può che destare preoccupazione.
E’ una pandemia, una sfida sconosciuta.

In questa stagione di guerra sanitaria, i nostri professionisti sono davvero in prima linea a “tempo indeterminato”. Lo spazio che concedono a loro stessi per un breve riposo, tornando nelle proprie case dai loro cari, è uno spazio non sereno, carico di timori, paure, ansie per il rischio salute dei propri famigliari e per il peso del quale si sono caricati durante le stressanti ore di lavoro.
Ci siamo chiesti: “quale ruolo possiamo avere allora come Società a supporto della gestione di queste emozioni spesso tanto contrastanti?” La risposta che ci siamo dati è: trarre la nostra forza dal rispetto del sapere, del consolidato, della Scienza, un ambito che ci è proprio, utile, possibile.
Le nostre Società Scientifiche hanno il dovere di riaffermare il ruolo della Scienza e lo devono fare soprattutto nei momenti di crisi emergenziale e nelle catastrofi. In queste circostanze, per far fronte alla contingenza, dobbiamo fare enormi sforzi psichici e fisici e, per non sentirci perduti, non possiamo che basarci su quello che dai tempi immemori è la maturazione dell’esperienza, la Scienza. La dobbiamo applicare soprattutto negli ambiti della protezione personale attraverso i comportamenti, le buone pratiche ed il corretto uso dei dispositivi di protezione individuale in base alla situazione nella quale ci si trova. Le cronache viaggiano molto veloci e le notizie ci travolgono. La comunicazione è rapidissima, la sensazione è che a volte lo sia molto più del nostro senso e della nostra capacità di comprensione.
La nostra opinione è che le Società Scientifiche debbono continuare a prendersi il tempo minimo di elaborazione per ribadire con coscienza il rispetto delle più rigorose linee guida in materia di protezione, come base unica sulla quale operare scelte, anche nei momenti di maggiore richiesta di rapidità e contingenza. Le decisioni non dovranno essere basate su criteri di riduzione piegando la Scienza alla contingenza o alla richiesta di velocità che è propria della comunicazione contemporanea. Il criterio della scelta si basa su molteplici aspetti, ma deve essere sempre e soprattutto basata sulle evidenze e su quanto di meglio la conoscenza possa offrire.
Questo è il contributo che le Società Scientifiche possono offrire alla popolazione e alla tranquillità dei professionisti sanitari.
Questo è quanto, come minimo, pretendiamo da chi oggi è chiamato a operare scelte.
E ora che la nostra comunità è disorientata e confusa il nostro primo dovere è quello di mantenere la calma e applicare le conoscenze maturate.
Lo dobbiamo a chi è più fragile di noi
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SIIET – Il Presidente Roberto Romano
SIMEU – Il Presidente Salvatore Manca
COSMEU – Il Presidente Maria Luisa Ralli
AcEMC – Il Presidente Ciro Paolillo
SIEMS – Il Presidente Mario Costa
SIAARTI – Il Presidente Flavia Petrini
AAROI-EMAC – Il Presidente Alessandro Vergallo
ANIARTI – Il Presidente Silvia Scelsi

Smog, temperature e latitudine influiscono sulla diffusione del Corona Virus?

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Inqunamento e pandemia Covid19
Inqunamento e pandemia Covid19

Con il numero dei casi che sale giorno dopo giorno, e i calcoli sulla letalità di Covid-19, più alta da noi che nel resto del mondo, ci si domanda quali fattori abbiano favorito una diffusione così massiccia del coronavirus, specie in Lombardia, e perché da noi i morti siano così numerosi.

PIANURA PADANA DA RECORD. Alcune parziali risposte sono già arrivate nei giorni scorsi: una popolazione più anziana e le modalità con cui sono eseguiti i tamponi sono certamente fattori che pesano. Ma fra le regioni più colpite e il resto d’Europa esiste anche un’altra differenza, che per i polmoni e le malattie del sistema respiratorio conta moltissimo: la Pianura Padana è la regione più inquinata del continente.

Nuovo coronavirus: si è contagiosi dopo la guarigione?

A sottolineare un possibile nesso fra inquinamento, diffusione e letalità del coronavirus è Anna Gerometta, presidente di Cittadini per l’aria, associazione che da anni si batte per migliorare il piano sulla qualità dell’aria della Regione Lombardia. «Per oltre due mesi, dall’inizio di dicembre alla prima settimana di febbraio 2020, le concentrazioni di polveri sottili e biossido di azoto, in Lombardia, sono state pressoché costantemente ben oltre i limiti di legge», dice Gerometta. «E questo potrebbe aver inciso sulla diffusione del coronavirus e sulla gravità della malattia».

Diversi studi scientifici rendono conto del possibile legame. Per esempio, alcuni anni fa una ricerca condotta a Pechino ha trovato che molti microrganismi – virus compresi – si diffondono nell’aria assieme alle particelle di smog. Sono poi numerosissimi gli studi che dimostrano che chi vive in aree inquinate è più suscettibile alle infezioni respiratorie e che lo smog ne aggrava i sintomi.

LE POSSIBILI SPIEGAZIONI. Interrogandosi sullo stesso possibile legame, il Washington Post ricorda che una ricerca condotta in Cina sulla SARS, malattia molto simile alla Covid-19, aveva trovato una letalità maggiore nelle zone più inquinate del Paese, in occasione dell’epidemia del 2002-2003.

Il fenomeno ha due possibile spiegazioni. La prima è che lo smog favorisce tutte le malattie respiratorie, e che il coronavirus – come testimoniano i dati – colpisce più duramente chi presenta già patologie.

La seconda, squisitamente biologica, è che l’inquinamento ostacola l’attività di un particolare tipo di cellule (i macrofagi alveolari) che hanno il compito di distruggere eventuali agenti infettivi penetrati fino ai polmoni. Mettendo quindi ko una delle poche difese che il nostro corpo potrebbe dispiegare contro il nuovo agente infettivo.

Fonti: FOCUS: https://www.focus.it/scienza/salute/coronavirus-covid-19-smog-inquinamento-lombardia

Corriere.it: https://milano.corriere.it/notizie/cronaca/20_marzo_16/smog-temperature-latitudinequel-filo-nord-italia-wuhan-1c2191a6-67b4-11ea-93a4-da8ab3a8afb1.shtml

Stella Michelin per la Chef Iside de Cesare

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La chef stellata Iside De Cesare con BioPic Orto Gourmet

Bracciano – Aspettare la pioggia di stelle Michelin con Iside De Cesare ( meritatamente confermata la sua per il ristorante “La Parolina” di Acquapendente) ed i ragazzi della scuola Italian Kitchen Academy di Giovanni Cappelli, in visita a BioPic, è stata una grande emozione. Che poi queste stelle Michelin sono il riconoscimento di un enorme lavoro degli chef e della loro brigata che per anni lavora ogni giorno per migliorarsi ed offrire sempre il meglio. BioPic “Orto Gourmet” abbraccia la stessa filosofia, offrire sempre il meglio ai suoi clienti, sia professionali che foodies o food lovers o semplicemente amanti della buona cucina italiana e dei meravigliosi aromi delle nostre piante aromatiche.